Il database è nato nell’ambito di una ricerca di dottorato condotta tra il 2016 e il 2019 presso l’Università Ca’ Foscari Venezia da Irene Vagionakis sotto la supervisione di Claudia Antonetti e Gabriel Bodard (Kretikai politeiai. Le istituzioni cretesi dal VII al I secolo a.C., XXXII ciclo di Dottorato in Scienze dell’Antichità). La ricerca, finalizzata ad un’analisi degli assetti istituzionali delle realtà politiche cretesi dalla nascita delle poleis alla conquista romana di Creta, ha comportato un riesame della documentazione epigrafica pertinente alle istituzioni cretesi e la conseguente realizzazione di un’edizione delle iscrizioni considerate.
I documenti inclusi nella raccolta si estendono lungo un arco cronologico che va dalle più antiche attestazioni epigrafiche cretesi in alfabeto greco del VII secolo a.C. alla conquista romana di Creta del 67 a.C., con alcune sporadiche ma necessarie incursioni nell’epoca imperiale. Per ciascun documento epigrafico è stata realizzata un’edizione digitale in linguaggio XML conforme allo standard internazionale TEI-EpiDoc finalizzata all’indicizzazione dei testi greci e orientata in particolare alla marcatura del lessico istituzionale pertinente alle realtà cretesi e della connessa prosopografia. Ogni edizione è comprensiva di un lemma descrittivo essenziale, un lemma bibliografico, il testo greco, un apparato critico selettivo e un commento finalizzato alla contestualizzazione e all’esame delle informazioni di natura istituzionale offerte dall’iscrizione. Nel lemma bibliografico di ciascun documento sono state considerate come edizioni tutte le pubblicazioni che includono il testo completo dell’iscrizione; nell’apparato critico sono segnalate le letture accolte che si discostano dall’edizione di riferimento, indicata in grassetto nel lemma, ed altre proposte interpretative ritenute particolarmente significative.
Oltre alla raccolta epigrafica, il database include due sezioni catalogiche ausiliarie nel quale sono fornite informazioni sulle realtà politiche e sulle istituzioni cretesi, una raccolta dei più significativi testi letterari pertinenti alle istituzioni cretesi e gli indici tematici relativi alle occorrenze di termini istituzionali, di altri lemmi di particolare interesse, di elementi prosopografici, di elementi onomastici, di toponimi ed etnici e di nomi di divinità, ninfe ed eroi.
Il database è stato sviluppato tramite la piattaforma EFES (EpiDoc Front-End Services), basata su Kiln; la grafica è derivata da Foundation.
Note
Le abbreviazioni relative agli autori greci e latini, ai titoli di periodici e ai corpora epigrafici seguono quanto suggerito rispettivamente dal Liddell – Scott – Jones, Greek - English Lexicon, dal Thesaurus Linguae Latinae, dall’Année Philologique e dal Supplementum Epigraphicum Graecum, salvo diversa segnalazione. Le convenzioni epigrafiche adottate nelle edizioni delle iscrizioni sono quelle previste dal sistema di Leida e dal Supplementum Epigraphicum Graecum. Sono stati inoltre adottati i seguenti simboli: * per segnalare le attestazioni di natura non epigrafica delle istituzioni trattate; e per indicare le poleis ed i koina non attestati mediante tali termini bensì attraverso il loro etnico collettivo o toponimo o termini quali patris o patra.
Per gli antroponimi ed i toponimi antichi pertinenti ad aree esterne a Creta ed i teonimi è stata adottata la traduzione italiana ove di uso corrente, altrimenti la traslitterazione; per gli antroponimi ed i toponimi cretesi, le epiclesi divine, le festività ed i mesi si è preferito invece adottare tendenzialmente in ogni circostanza la traslitterazione. La grafia adottata nelle traslitterazioni è generalmente quella dorica se tutte le attestazioni considerate di un termine sono in tale forma, mentre quella attica nel caso di varietà grafica.
Un complesso mosaico
L’antica oscillazione fra l’idea di una «Creta dalle cento città» (Κρήτην ἑκατόμπολιν, Hom. Il. 2.649) e quella di una costituzione cretese unitaria (Κρητικὴ πολιτεία, e.g. in Pol. II 1263b-1273b; cf. Perlman 1992), al di là degli iperbolismi letterari, rispecchia una bipolarità realmente insita negli assetti istituzionali delle realtà politiche cretesi. La forte vocazione autarchica delle numerose poleis di Creta, infatti, in epoca ellenistica scende talora a compromessi da un lato con la possibilità di un ordinamento di tipo federale regionale (Oreioi) o pancretese (koinon ton Kretaieon), il quale tuttavia – in particolare nel secondo caso – non riesce mai davvero a prevalere sull’assetto istituzionale di impianto poleico, dall’altro con la creazione di sistemi di alleanze di tipo egemonico, anch’esse di scarsa incidenza sull’autonomia strutturale delle città. L’apparente dicotomia fra polis e koinon, inoltre, non è affatto così netta. Quello che emerge dalla documentazione, infatti, è un complesso istituzionale ramificato su più livelli non facilmente inquadrabili in una struttura gerarchica di tipo piramidale, in cui coesistono federazioni, città autonome, città dipendenti, comunità soggette, località portuali, santuari extraurbani a vocazione locale sotto il controllo di singole poleis e santuari extraurbani a vocazione regionale sotto l’influenza di una o più poleis (sui rapporti di complementarità o sovrapposizione fra le istituzioni dei vari livelli di aggregazione cf. Chaniotis 2006, Chaniotis 2015, Chaniotis, Verträge, pp. 440-451; sulle città e comunità dipendenti cf. Perlman 1996; sulla percezione identitaria cretese, invece, cf. Chaniotis 2006b, Chaniotis 2011b; cf. inoltre Müller 2016). Oltre che nell’assetto istituzionale delle varie realtà politiche – città, federazioni, comunità dipendenti –, la tensione fra unitarietà e particolarismi locali è avvertibile anche sul piano degli assetti istituzionali interni a tali realtà, ambito in cui è possibile individuare una compresenza di elementi locali, regionali e insulari o pancretesi, oltre che tratti condivisi con altre aree del mondo greco.
Compresenza di elementi condivisi con altre aree del mondo greco ed elementi cretesi
La maggioranza degli elementi istituzionali documentati a Creta – circa due terzi del totale – è attestata anche in altre aree del mondo greco, doriche o meno, fatto che non desta alcuno stupore. È tuttavia interessante constatare, come ha efficacemente dimostato Gérard Genevrois, che il lessico relativo alle istituzioni cretesi presenta meno tratti dorici di quanto ci si potesse aspettare: la maggioranza dei termini attestati sia a Creta che in altre aree del mondo greco, infatti, non è esclusivamente dorica o non è dorica affatto, mentre risultano d’altra parte significativi i lasciti della componente acheo-micenea (cf. Genevrois 2017, pp. 395-455; sulle istituzioni doriche cf. Craik 1980, Van Effenterre 1985). Fra i termini istituzionali documentati a Creta, risultano essere comuni ad altre aree del mondo greco tutti quelli pertinenti agli assetti istituzionali, alle competizioni ed alle altre celebrazioni, la maggioranza di quelli relativi alle assemblee, alle pratiche e agli strumenti istituzionali, agli spazi pubblici, agli status sociali, alle ripartizioni civiche, alle cariche e ai mesi, oltre che una buona parte di quelli indicanti le tribù, le associazioni, le festività e, in misura inferiore, le classi di età.
Le istituzioni tipiche di Creta, circa un terzo delle istituzioni totali attestate nell’isola, sono perlopiù relative a classi di età (agela, agelaos, agelatas, anoros, apagelos, apodromos, azostos, dekadromos, dromeus, ebion, ekdyomenos, orimos, peiskos, pentekaidekadromos, skotios), cariche (agretas, apokosmos, damios, epottas, eunomia / eunomiotas / syneunomiotas, hoi hepta, hoi ikati hoi tas polios, kosmeter, kosmos, Kretarchas, neotas, poinikastas, prokosmos, protokosmos, speusdos, startagetas, xenios, xenios kosmos, epapodromion, thystas, eszikaioter, orpanodikastas, ereutas, esprattas, karpodaistas, synkritas, titas, epiouros), festività (Belchania, Britomarpeia, Ekdysia, Hyperboia, Inacheia, Klarotai, Kydanteia, Oleria, Periblemaia, Thermoloia), mesi (Agrianios, Agyeios, Boazromios, Diktynnaios, Dromeios, Haliaios, Himalios, Hyperboios, Ionios, Kanneios, Karonios, Komnokarios, Koronios, Phthinoporios, Sartiobiarios, Spermios, Thermolaios, Welchanios), status sociali (allopoliatas, aphetairos, aphamia / aphamiotas, apodamos, apolagasas, apolagathes / apolelagasmenos, enphylos, epidamos, hypoboikos, mnoia, naeuon / naosas) e tribù (Ainai, Ainaones, Aischeis, Archeia, Autoletai, Donokeis, Echanoreis, Lasynthioi, Latosioi, Pharkaris, Prepsidai?, Synaneis, -sikartidai), oltre che in minor misura spazi pubblici (agela, agreion, andreion, ephora?, eunomia, laos, synboletra), pratiche e strumenti istituzionali (wada, epikriterion, koinodikion), associazioni (Ametoridai, epilykos) e ripartizioni civiche (klaros, startos).
Osservando il fenomeno in una prospettiva diacronica, è possibile constatare come in età arcaico-classica le istituzioni di origine cretese siano numericamente di poco inferiori a quelle attestate anche in altre aree del mondo greco e come il divario aumenti notevolmente in epoca classica ed ellenistica, quando le prime sono approssimativamente un quarto delle istituzioni attestate. Le istituzioni attestate solamente in epoca arcaico-classica, inoltre, sono in prevalenza tipiche di Creta (circa i quattro quinti del totale), mentre quelle documentatevi soltanto in epoca ellenistica sono perlopiù note anche in altre aree del mondo greco (circa i tre quarti del totale). Quanto alle istituzioni attestate sia in epoca arcaico-classica che in quella ellenistica, quelle comuni a più aree del mondo greco sono in numero nettamente superiore rispetto a quelle tipiche di Creta, circa un quinto del totale (apokosmos, kosmos, esprattas, titas, startos – non attestato in epoca ellenistica bensì in quella imperiale –, allopoliatas, aphetairos, aphamia / aphamiotas, epidamos, mnoia, agela, agelaos, dromeus, Welchanios, andreion).
Tratti pancretesi
Fra le istituzioni attestate peculiari dell’isola o note anche altrove nel mondo greco, presentano una diffusione per così dire omogenea – comparendo in almeno una città di ciascuna delle quattro regioni cretesi considerate o perlomeno di tre di queste – la maggioranza delle assemblee (boule, demos, ekklesia, koinon, polis), alcuni status sociali (allopoliatas, astos, doulos, eleutheros, euergetes, heros, isopolites, klarotas, oikeus, patron, polites, proxenos, soter, xenos) e spazi pubblici (agora, andreion, chreophylakion, dikasterion, hestia, horos, phrourion, polis, theatron, hieron, naos, temenos), alcune pratiche e strumenti istituzionali (dogma, dokeo, psephisma, psephizo, dika, fondi, nomos, syntheka, epistole, gramma), cariche individuali o collegiali (archon, epimeletes / epimeleomai, eunomia, kosmos, presbeutes, hiereus, theorodokos, magistrato monetario, preigistos, dikastas) e classi di età (agela, dromeus, ekdyomenos), le ripartizioni civiche dell’eteria e della tribù, l’assetto istituzionale della polis, i tiasi e le gare di corsa denominate dromoi. Fra queste, nello specifico, risultano essere peculiari di Creta e possono pertanto essere considerate propriamente come elementi istituzionali comuni pancretesi i cosmi, l’eunomia (che figura tuttavia attraverso le denominazioni di eunomiotai e syneunomiotai nell’area occidentale), lo status dell’allopoliatas, le classi di età dell’agela, dei dromeis e degli ekdyomenoi e l’andreion. Fra questi, inoltre, è necessario annoverare anche il dromos, che pur essendo noto anche altrove assume tuttavia un’importanza centrale nelle comunità dell’isola.
Quanto alla frequenza di attestazione, risultano essere particolarmente diffusi a Creta, comparendo complessivamente in almeno dieci città, le cariche di cosmo, ambasciatore, ambasciatore sacro, sacerdote e magistrato monetario, la divisione in tribù, l’agela, l’assetto istituzionale della polis, la maggioranza delle assemblee (boule, demos, ekklesia, polis), alcuni spazi pubblici (agora, andreion, hestia, horos, polis, prytaneion, hieron, naos) e status sociali (doulos, eleutheros, euergetes, isopolites, polites, proxenos) e alcuni termini relativi a pratiche e strumenti istituzionali (dogma, dokeo, psephisma, nomos, dika, syntheka), fra i quali risultano essere peculiari dell’isola solamente i cosmi, l’agela e l’andreion, inteso quest’ultimo sia come edificio che come pratica di commensalità.
Peculiarità locali e regionali
Sebbene la maggioranza delle città cretesi – pur differenziandosi notevolmente per calendari, festività e tribù – siano allineate fra loro quanto a tendenze generali degli assetti e delle pratiche istituzionali attestati, di origine locale o comuni ad altre aree del mondo greco (e.g. assetto istituzionale di impianto aristocratico, struttura sociale caratterizzata dalla ripartizione in tribù, status e classi di età, ruolo primario dei cosmi nelle attività pubbliche, analogia o precisa corrispondenza di buona parte del formulario di decreti e trattati), è possibile tuttavia individuare alcune realtà politiche dell’isola che presentano proprie peculiarità. Più che la presenza in alcune poleis di specifiche istituzioni non documentate altrove nell’isola o nel mondo greco, la cui attestazione in una sola città cretese potrebbe facilmente essere in molti casi conseguenza della casualità dei ritrovamenti (e.g. la synboletra a Eltynia, il poinikastas a Datala e apparentemente a Eleutherna, la pentekostys a Soulia, il mese Komnokarios a Dreros, la cheirotonia meniaia a Chersonesos, solo per citare alcuni esempi), quello che è interessante notare è la concentrazione di elementi peculiari in determinate aree di Creta. È significativo, in particolare, constatare come molte delle peculiarità locali siano concentrate nelle due aree dell’isola di cui è ricordata nelle fonti letterarie l’origine pre-ellenica dei rispettivi abitanti, quella occidentale di Chania e quella orientale di Lasithi, e nella regione centrale di Creta, dove la tradizione letteraria colloca più città di fondazione dorica (cf. Strabo X 4.1-15, Hdt. VII 170-171, Hom. Od. XIX 172-177, Diod. V 80).
1. Area occidentale
L’antica presunta coesione di origine etnica dell’area occidentale, definita nelle fonti letterarie come culla dei Kydones (cf. Hom. Od. XIX 172-177, Strabo X 4.6), nel corso dell’età storica sembra essere rintracciabile in alcune permanenze linguistiche pre-elleniche interessanti in particolar modo l’onomastica della regione e nel comune culto della divinità locale Diktynna, peculiare della regione (cf. Gondicas 1988, pp. 252-257, 294-295, Capdeville 1995, pp. 46-50, Sekunda 2000, p. 331). Sebbene non vi sia alcun legame diretto fra l’apparente radicamento dell’area al proprio passato pre-ellenico e le sue le peculiarità istituzionali, è tuttavia possibile ipotizzare che tale fattore abbia favorito uno sviluppo autonomo e originale della regione rispetto alla restante Creta ‘dorica’. È interessante in particolare notare come più città della regione di Chania si discostino dal modello dominante cretese che vede tout court i cosmi in un ruolo dominante, posizione che è frequentemente inferibile da due elementi particolarmente significativi del formulario dei documenti di natura pubblica, la formula di datazione e quella di sanzione o mozione. Mentre l’eponimia a Creta è diffusamente prerogativa dei cosmi, in tre città dell’area – Polyrrhenia, Kydonia e Aptera – tale ruolo è svolto dai damiorgoi, analogamente a quanto documentato nell’orientale Olous. Nel caso di Polyrrhenia, inoltre, è constatabile una differenziazione funzionale nell’uso dei magistrati eponimi: detengono infatti l’eponimia i damiorgoi nei contesti sacri, mentre tale ruolo spetta a uno dei cosmi nei decreti. A Polyrrhenia, ancora, in alcune formule di sanzione di decreti di II secolo a.C. il ricordo dei cosmi e della polis occorre nell’ordine inverso rispetto quanto usuale nell’isola, con l’anteposizione della seconda rispetto ai primi. Presso la città, inoltre, è attestato il collegio dell’eunomia mediante una denominazione dei suoi membri priva di paralleli, ovvero quella di syneunomiotai. Ad Aptera, oltre ai già menzionati damiorgoi eponimi, è documentata anche la presenza dell’eunomia, i cui membri assumono anche in questo caso un nome non attestato altrove, quello di eunomiotai. Aptera, inoltre, si caratterizza nel III-II secolo a.C. come una delle città più democratiche dell’isola, perlomeno stando a quanto è possibile desumere dalla sua documentazione epigrafica: è infatti la sola città a menzionare i proponenti nei propri decreti, nei quali figurano la boula e il damos (e in un caso solamente il damos) all’interno delle formule di sanzione o mozione come responsabili dell’attività deliberativa anziché l’usuale associazione dei cosmi e della polis. Se da un lato tali elementi denotano l’apertura di Aptera a forme di governo meno aristocratiche, dall’altro alcune iscrizioni della città vi documentano i mesi Diktynnaios e Phthinoporios, non noti altrove, e la classe sociale della mnoia, nota per via epigrafica solamente ad Aptera e a Hierapytna. A Kydonia, invece, oltre ai già citati damiorgoi eponimi, è attestata per via letteraria la festività dei Klarotai, priva di paralleli. A livello di formulario ufficiale, inoltre, è da segnalare la comune prassi delle città di Creta occidentale di omettere l’indicazione della tribù in carica all’interno della formula di datazione – elemento che vi è invece comune in numerose altre poleis dell’isola –, circostanza che ha fatto sì che nessuna phyla dell’area sia attualmente nota.
2. Area centrale
Nell’area centrale di Creta, individuata nella regione propriamente centrale di Herakleion, in quella cento-occidentale di Rethymno e in quella centro-orientale della parte più occidentale di Lasithi, sono particolarmente numerose le occorrenze di elementi comuni ad altre aree del mondo greco, molti dei quali di origine dorica. In tale area, infatti, si concentra la maggioranza delle attestazioni delle tribù doriche degli Hylleis (Knossos, Lato), dei Dymanes (Gortyna, Hierapytna, Lyttos, Olous, oltre che nell’orientale Dreros) e dei Pamphyloi (Hierapytna, Knossos, Olous), oltre che di quelle dei Diphyloi (Chersonesos, Lyttos) e degli Aithaleis (Gortyna, Knossos, oltre che nell’orientale Dreros). Nell’area, inoltre, sono documentate le figure dello mnamon (Datala, Gortyna), dello hiarorgos (Gortyna, Lebena, Phaistos), dei tamiai (Arkades, Gortyna, Lyttos, oltre che nell’occidentale Aptera), dei grammateis (Apollonia, Arkades, Hierapytna, Istron, Knossos, Lato, Olous, oltre che nell’orientale Dreros), degli agoranomoi (Gortyna), dello gnomon (Gortyna), del gynaikonomos (Gortyna) e apparentemente del basileus (Axos?, Lappa?), i mesi Karneios (Gortyna, Knossos), Bakinthios (Knossos, Lato, Malla), Eleusinios (Biannos, Gortyna, Olous), Leschanoreios (Gortyna, Bionnos?) e Panamos (Lyttos), le festività dei Wakinthia (Knossos, Tylisos), degli Heraia (Hierapytna, Priansos) e dei Thiodaisia (Hierapytna, Lato, Lyttos, Olous) e la ripartizione civica della pentekostys (Soulia). Nell’area emerge inoltre un’omogeneità nelle formule di datazione, commemoranti tutte il cosmo eponimo, e in quelle di sanzione e mozione, nelle quali sono ricordati come responsabili dell’attività deliberativa i cosmi e la polis (o in alcuni casi la sola polis), con l’unica possibile eccezione di una formula di sanzione ellenistica di Arkades che pare menzionare la boula e il damos.
Anche nell’area centrale di Creta, tuttavia, sono documentati elementi istituzionali privi di paralleli, fra cui i mesi Welchanios (Gortyna, Knossos), Dromeios (Priansos), Agyeios (Knossos), Karonios/Koronios (Knossos) e Spermios (Knossos), le tribù Archeia (Gortyna, Hierapytna, Knossos, Lyttos), dei Lasynthioi (Lyttos), dei Donokeis (Axos) e dei Latosioi (Axos), le festività degli Hyperboia (Hierapytna, Malla, Priansos), dei Kydanteia (Axos), degli Ekdysia (Phaistos), dei Belchania (Lyttos) e dei Periblemaia (Lyttos), le figure dell’apokosmos (Axos, Lyttos), del protokosmos (Gortyna, Lyttos, Priansos, oltre che l’orientale Praisos), del poinikastas (Datala, Eleutherna), dello xenios (Gortyna, Eleutherna), del titas (Gortyna, Lato, Phaistos?), dell’eszikaioter (Lyttos) e degli ereutai (Hierapytna, Knossos, oltre che l’orientale Dreros), gli status sociali degli aphetairoi (Gortyna, Knossos), dell’aphamia (Eleutherna, Lato), degli epidamoi (Gortyna, Itanos) e degli enphyloi (Hierapytna, Praisos, Priansos), la ripartizione civica dello startos (Gortyna, Lyttos) e lo spazio pubblico denominato synboletra (Eltynia). Numerosi, inoltre, sono gli elementi istituzionali attestati soltanto a Gortyna, la cui abbondanza è dovuta alla ricchezza della documentazione epigrafica della città, fra cui le figure dell’antithens, dell’epottas, dell’esprattas, del prokosmos, dell’orpanodikastas, del karpodaistas, dello speusdos, dello startagetas, dello xenios kosmos, del mnamon dei cosmi, degli esprattai e dello xenios, i collegi della neotas e ‘dei sette’, gli spazi pubblici denominati agreion e laos, i mesi Ionios e Kanneios, le tribù degli Ainai, degi Ainaones e degli Autoletai, le festività dei Thermoloia, le classi di età degli apodromoi, dei pentekaidekadromoi, degli orimoi, degli anoroi e degli ebiontes, gli status sociali degli hypoboikoi, dei naeuontes, dei naosantes, degli apolagasantes e degli apolagathentes, il raggruppamento sociale del klaros e il quorum dei triakatioi nelle votazioni dell’assemblea.
3. Area orientale
L’area orientale di Creta è connotata nelle fonti letterarie come terra degli Eteocretesi, dei «veri Cretesi» anteriori all’arrivo sull’isola dei Dori (cf. Hom. Od. XIX 172-177, Strabo X 4.6, 4.12, Diod. V 80, Hdt. VII 170-171). In tale regione è particolarmente intensa la presenza di particolarismi locali nell’ambito della sfera istituzionale, che paiono derivare anche in questo caso da uno sviluppo in parte autonomo dell’area ascrivibile possibilmente al suo attaccamento al proprio passato pre-ellenico e alla sua deliberata volontà di distinzione rispetto alla Creta ‘dorica’ (cf. Viviers 1996, Whitley 1998, Federico 1999, Whitley 2006, Sjögren 2006-2007, Spyridakis 1986). L’area ‘eteocretese’, per la precisione, non corrisponde all’intera regione di Lasithi, ma solamente alla sua parte più orientale e settentrionale, coincidente sostanzialmente con il territorio delle città di Dreros e Praisos, dalle quali proviene peraltro la totalità delle cosiddette iscrizioni eteocretesi (sulle quali cf. Duhoux 1982). A Dreros sia durante l’epoca arcaica che in quella ellenistica è documentata un’ampia varietà di formule di sanzione che presenta come responsabili della deliberazione differenti collegi o organi assembleari (polis, un collegio di thystai, bola e damos) anziché la comune associazione di cosmi e polis. Sul finire del III secolo a.C., inoltre, sembrano essere investiti dell’eponimia presso la città contemporaneamente due membri del collegio dei cosmi. A Dreros, inoltre, sono documentati numerosi elementi istituzionali – perlopiù in epoca arcaica – che risultano essere privi di paralleli sia nel contesto cretese che in quello ellenico: è il caso degli ikati hoi tas polios, dei damioi, thystai, dei Prepsidai (?), dell’agretas e dei mesi Komnokarios (di origine pre-ellenica), Hyperboios e Haliaios. Anche a Praisos è attestata una significativa varietà nelle formule di sanzione, in questo caso tutte risalenti al III secolo a.C., che implicano come soggetti agenti del processo deliberativo il collegio dei cosmi denominato collettivamente kosmos e la polis, gli archontes e il koinon, la boula e il koinon. Oltre al sostantivo collettivo kosmos, a Praisos sono documentati anche i termini protokosmos e synkosmos, in opposizione fra loro, impiegati rispettivamente in riferimento al cosmo eponimo e ai suoi colleghi. Presso la città, inoltre, trova la sua unica occorrenza la tribù Pharkaris, il cui nome è di origine pre-ellenica.
Anche altre città dell’area orientale apparentemente non appartenenti alla regione ‘eteocretese’ presentano caratteristiche peculiari, condivise o meno con le vicine Dreros e Praisos. Trovano le loro uniche occorrenze in più città di Creta orientale la classe di età degli azostoi (Dreros, Olous) e la figura del synkritas (Hierapytna, Praisos), la denominazione di kosmeteres attribuita ai cosmi (Itanos, Hierapytna) e l’impiego del termine gnoma al posto del più diffuso psephisma (Itanos, Praisos), documentato quest’ultimo anche al di fuori di Creta. Il collegio dell’eunomia, attestato nelle occidentali Aptera e Polyrrhenia mediante differenti denominazioni oltre che possibilmente nella centrale Knossos, è inoltre ben documentato nelle orientali Lato e Olous, dove è nota in particolare l’esistenza di preigistoi responsabili delle eunomiai, non attestati altrove. L’ampia varietà di formule di sanzione o mozione, documentata sia per Dreros che per Praisos, nella regione orientale di Creta è inoltre individuabile anche nelle iscrizioni pertinenti a Olous e Itanos: in relazione alla prima città sono attestate simili formule menzionanti come responsabili dell’attività deliberativa gli Olountioi, i politai, la polis da sola, la polis assieme ai cosmi, mentre in relazione alla seconda gli Itanioi, la polis, la boula assieme all’ekklesia. A Olous, inoltre, nel III e II secolo a.C. sono attestati come magistrati eponimi i damiorgoi, figure altrimenti documentate a Creta solamente nelle città occidentali di Aptera, Kydonia e Polyrrhenia. Il ruolo di eponimi, tuttavia, a Olous viene ereditato dai cosmi a partire dal tardo II secolo a.C. Presso la città, inoltre, trovano le loro uniche attestazioni il mese Agrianios e la festività dei Britomarpeia. A Itanos, invece, sono documentate più istituzioni – note in altre aree nel mondo greco ma non altrove a Creta – connesse alla presenza tolemaica presso il phrourion lagide stanziato nel suo territorio, quali le figure del phrourarchon o phrourarchos, dello strategos, dei logistai, dei praktores e forse dell’oikonomos (attestato quest’ultimo anche ad Arkades) e il ricorso a leukomata. A Lato, inoltre, trovano le loro uniche occorrenze le tribù degli Aischeis, dei Synaneis e degli Echanoreis (attestata quest’ultima forse anche a Knossos) e i mesi Thermolaios e Sartiobiarios, quest’ultimo di origine pre-ellenica. A Hierapytna, città che per assetto istituzionale risulta essere più in linea con le poleis di Creta centrale e nella quale sono documentate ben due tribù doriche, quella dei Dymanes e quella dei Pamphyloi, trovano la loro unica attestazione il mese Himalios e la festività degli Oleria, oltre che la classe sociale della mnoia, nota anche nell’occidentale Aptera. In un decreto ellenistico di Hierapytna, inoltre, sono attestati come figure responsabili della deliberazione all’interno di una formula di sanzione i cosmi e il damos anziché i cosmi e la polis, mentre in un suo documento coevo analogo occorre una variazione del formulario che comporta la menzione eccezionale del cosmo eponimo all’interno della formula di sanzione anziché in quella di datazione.
Le istituzioni cretesi in una prospettiva diacronica
Da un punto di vista storico, il progressivo aumento delle attestazioni di istituzioni comuni ad altre aree del mondo greco nel passaggio dal periodo arcaico-classico a quello ellenistico sembra essere il frutto di un’intensificazione dei contatti fra Creta e il mondo esterno durante l’epoca ellenistica (cf. Kreuter 1992, Chaniotis 2004, pp. 78-100), comportante da un lato l’introduzione in tale periodo di elementi istituzionali anteriormente sconosciuti sull’isola, dall’altro un progressivo allineamento della terminologia istituzionale cretese a quella allora documentata in altre aree dell’Egeo e del più ampio contesto del Mediterraneo ellenistico. Se da un lato il primo fenomeno è difficilmente dimostrabile, sebbene possa essere ragionevole ipotizzato perlomeno per elementi attestati soltanto in connessione con sovrani ellenistici quali gli agones stephanitai, documentati in relazione ad Attalo I, o i phrourarchoi tolemaici di Itanos, il secondo pare invece ravvisabile in un numero maggiore di circostanze. Pur tenendo in considerazione i limiti imposti dall’irregolarità e dalla lacunosità delle attestazioni dal punto di vista della distribuzione spaziale e cronologica, è verosimile ipotizzare un progressivo allineamento terminologico che, in parallelo alla diffusione della koine, ha comportato la sostituzione di termini più antichi e dal sapore locale quali ad esempio eszikaioter o wada con i più diffusi dikastas e psephisma, in modo analogo a quanto avviene relativamente alla graduale sostituzione di andano con il più diffuso verbo dokeo. In più di una circostanza, dunque, è ragionevole supporre un’evoluzione lessicale che non necessariamente comporta una variazione della natura delle istituzioni interessate; sembrano ricadere sotto questo fenomeno molti dei termini relativi alle cariche pertinenti alla sfera economica e fiscale (da un lato i locali ereutai, esprattai e titai, dall’altro gli agoranomoi, i logistai, gli oikonomoi, i poletai e i praktores) e quelli interessanti i segretari, denominati grammateis solamente a partire dal III secolo a.C. e in precedenza attestati con il nome di poinikastai.
Un significativo limite all’interpretazione in chiave diacronica dell’evoluzione delle istituzioni cretesi, purtroppo, è posto dal fatto che l’esistenza di una documentazione epigrafica estesa su più secoli o contraddistinta da una precisa scansione cronologica sia circoscritta a un numero esiguo di città dell’isola. Alcuni spiragli, tuttavia, sembrano essere offerti – oltre che dalle casistiche concernenti le innovazioni lessicali – dall’evolversi di elementi formulari di particolari tipologie documentarie. Le modifiche all’interno di formule quali quelle di sanzione e mozione dei decreti o quelle di datazione, in alcune circostanze dovute semplicemente ad un’evoluzione stilistica della formalizzazione documentaria, in determinati casi paiono invece riflettere un fermento negli assetti istituzionali delle realtà poleiche di provenienza.
Per quanto riguarda le formule di datazione, a Olous vi è ravvisabile un’evoluzione cronologica nella scelta dei magistrati eponimi: l’eponimia, infatti, è prerogativa dapprima dei damiorgoi dal secondo quarto del III al tardo II secolo a.C., mentre dei cosmi dal tardo II secolo a.C.
Per quanto riguarda invece le formule di sanzione e mozione, in alcune poleis è riscontrabile un’evoluzione nel tempo delle istituzioni che figurano in qualità di responsabili dell’attività deliberativa. Più nello specifico, quello che è significativo notare è come la diffusa e duratura presenza in tale ruolo dei cosmi accompagnati dalla menzione della polis, coppia che si presenta come caratteristica di una forma di governo di tipo aristocratico, in determinati periodi sia sostituita da combinazioni di differenti organi istituzionali. Questi ultimi, nella maggioranza dei casi consistenti in assemblee o consigli, denotano un’estensione della partecipazione al processo deliberativo a un numero più ampio di cittadini, lasciando dunque presupporre un’evoluzione in direzione democratica degli assetti istituzionali delle città in questione. L’associazione di boule e demos all’interno delle formule di sanzione o mozione di decreti è documentata a Creta a partire da fine III - inizi II secolo a.C., sebbene un primo riferimento alla boule in connessione alla deliberazione sia identificabile già nell’espressione [ἐ]ϙ ϝωλᾶς ϝαδᾶς della legge di Lyttos del 500 a.C. ca. SEG 35.991 A. Le attestazioni ellenistiche della formula di sanzione menzionante boule e demos di Dreros (Bile 50.1 = 50.2) sono in discontinuità con il formulario corrispondente documentato per la città durante il VII secolo a.C., quando l’attività deliberativa è indicata come di pertinenza della polis (SEG 27.620, forse SEG 23.530, Bile 4) e in un caso dei thystai (Bile 6). Anche ad Arkades sembra di assistere ad un passaggio da una formula di sanzione menzionante i cosmi e polis, documentata da fine III a metà II secolo a.C. (IC I 5 52, IC I 5 53), ad una facente riferimento alla boule (?) e al demos tra il finire del II e il I secolo a.C. (IC I 5 19 A). Un passaggio da un assetto istituzionale più aristocratico ad uno a più ampia partecipazione sembra ravvisabile anche a Praisos, dove è attestata una formula di sanzione menzionante kosmos e polis agli inizi del III secolo a.C. (IC III 6 7), sostituita in un qualche momento del III secolo a.C. da quelle facenti riferimento rispettivamente agli archontes e al koinon (IC III 6 9) e alla boule e al koinon (IC III 6 10) e seguite dal ricordo della kyria ekklesia durante la quale si è svolta l’attività deliberativa. Un’evoluzione analoga è possibile che avvenga anche ad Itanos, dove la formula di sanzione menziona la polis, forse da sola, agli inizi del III secolo a.C. (IC III 4 6), mentre la boule e l’ekklesia nel secondo e terzo quarto del secolo (IC III 4 2 = 3, IC III 4 4); una menzione dell’ekklesia e possibilmente della boule, tuttavia, pare occorrervi già agli inizi del III secolo a.C. (IC III 4 7). A Hierapytna, invece, la formula di sanzione menzionante i cosmi (?) e la polis documentata poco dopo la metà del III secolo a.C. (SEG 63.746) lascia il posto a quella nominante i cosmi e il demos tra il finire del III e gli inizi del II secolo a.C. (IC III 3 3 C), in concomitanza con l’attestazione esplicita dell’esistenza presso la città di un governo di tipo democratico (IC III 3 3 A). Nel caso di Aptera, dove nella totalità delle formule di sanzione e mozione attestate figurano in qualità di responsabili della deliberazione la boule e il demos, non è tuttavia possibile determinare se questa configurazione istituzionale costituisca un’innovazione di fine III - II secolo a.C., periodo a cui i relativi decreti risalgono (IC II 3 3, 4 B-C e forse A, 5 A-B, forse 6 C, 8 C, 9, 10 A-C, 12 B-C, 17), o se sia invece una caratteristica di lunga durata della città, della quale non si hanno decreti anteriori o posteriori rispetto a tale periodo. Nei decreti di Aptera, d’altronde, è documentata anche la presenza di un altro elemento formulare proprio di un assetto istituzionale di stampo democratico, e cioè la menzione del proponente mediante il ricorso al verbo εἶπε(ν), attestatavi ripetutamente sul finire del III e nel II secolo a.C. (IC II 3 3, 4 A-B e forse C, 5 B, 9, 10 A, 12 B-C, 17). L’introduzione della menzione del proponente mediante il ricorso al verbo ἐψάφιξε, inoltre, costituisce un elemento di novità ad Allaria nel II secolo a.C. (SEG 56.1047) e a Gortyna tra la fine del II e gli inizi del I secolo a.C. (IC I 17 6), città nelle quali tale indicazione risulta mancare nei decreti di epoca anteriore.
Sebbene sembri trattarsi di una modifica dovuta all’evolversi del formulario piuttosto che legata a innovazioni istituzionali, è inoltre significativo notare come l’impiego in relazione all’attività deliberativa del singolare kosmos apparentemente con il significato di «collegio dei cosmi» e del plurale kosmoi sia ben delimitato temporalmente. Il singolare kosmos, infatti, è documentato all’interno di decreti nella formula di sanzione assieme alla polis o nell’espressione κόσμου γνώμα solamente nella prima metà del III secolo a.C. (a Praisos, Itanos e Knossos: IC III 6 7 e 10; IC III 4 2 = 3; IC I 8 6), mentre la totalità delle numerose attestazioni in connessione alla deliberazione del plurale kosmoi nelle varie città dell’isola risale al periodo compreso fra la seconda metà del III secolo a.C. e la fine del II secolo a.C. (le due sole possibili attestazioni anteriori potrebbero occorrere in SEG 50.911 A di inizi III secolo a.C. da Polyrrhenia, dove il termine kosmoi è tuttavia del tutto frutto di integrazione, e in SEG 45.1314 da Lissos, iscrizione datata senza ulteriori precisazioni all’epoca ellenistica).
Kretikai politeiai
Come emerge dall’analisi, la chiave per la ricomposizione del complesso quadro degli assetti istituzionali delle realtà politiche cretesi si trova dunque nel riconoscimento della sua poliedricità e nel superamento della pretesa di voler ricondurre ad una intepretazione unitaria le sue molteplici sfaccettature. I modelli contrapposti di un’unitaria Kretike politeia e della Krete hekatompolis, pertanto, risultano cogliere entrambi in parte nel vero, enfatizzando due aspetti focali del contesto cretese: l’esistenza di un innegabile nucleo comune di matrice greca condiviso fra le differenti realtà politiche e la presenza in ciascuna di queste di un’irriducibile spinta creativa autonoma ed indipendente.
Bilancio e prospettive della ricerca
Il presente studio ha cercato di mettere in rilievo l’importanza cruciale di una solida base documentaria per un’analisi storica che voglia presentarsi come valida dal punto di vista metodologico. Mediante la raccolta sistematica di tutte le iscrizioni cretesi di rilevanza istituzionale, materiale finora accessibile solamente in forma sparsa, il lavoro ha mirato al consolidamento di tale base, proponendo la silloge epigrafica inclusa al suo interno (Le iscrizioni) come strumento che possa facilitare il reperimento e la consultazione dei documenti in questione. La stesura di commenti focalizzati sugli aspetti istituzionali dei singoli testi e la loro contestualizzazione nell’ambito della specifica realtà politica di pertinenza e nel più ampio contesto cretese, inoltre, mira ad apportare un progresso nella corretta interpretazione storica delle iscrizioni oggetto d’esame, contraddistinte da un alto tasso di eterogeneità, molte delle quali offrono spunti in più di riflessione solamente se considerate alla luce dell’intera documentazione.
Un discorso analogo vale per le sezioni catalogiche del lavoro, Le realtà politiche e Le istituzioni, che a causa della frammentarietà e della disomogeneità degli aspetti istituzionali trattati si prestano difficilmente ad una sintesi complessiva (si veda in tale senso il quadro presentato nella sezione Un complesso mosaico). L’intento, anche in questo caso, è stato quello di riunire e illustrare in modo sistematico la totalità dei dati attualmente noti relativamente all’assetto istituzionale di ciascuna delle realtà politiche cretesi e di ognuno degli elementi istituzionali attestati sull’isola.
La componente informatica del lavoro, inoltre, tutt’altro che secondaria, oltre ad apportare un concreto contributo al panorama dell’epigrafia digitale (il database, già completo, sarà presto accessibile online in modalità Open Access), si rivela di particolare utilità anche nella prospettiva di sviluppi futuri della ricerca, comportando un significativo arricchimento nelle modalità di fruizione dei documenti considerati. La realizzazione di un’edizione in XML delle iscrizioni esaminate, infatti, ha agevolato notevolmente la creazione di dettagliati indici tematici, presenti nel database, ottenuti mediante la marcatura TEI - EpiDoc delle iscrizioni (dal punto di vista della marcatura semantica la codifica ha interessato 8161 lemmi, 4353 elementi istituzionali, 2633 toponimi o etnici, 1694 antroponimi, 1651 elementi prosopografici; su EpiDoc e il concetto di marcatura semantica cf. EpiDoc Guidelines). La codifica digitale semantica, infatti, ha reso possibile una mappatura completa dei termini connessi alla sfera istituzionale, facilitando la raccolta di informazioni pertinenti a ciascuna delle occorrenze di ognuno degli elementi considerati, visualizzabili sotto forma di tabella nel relativo indice. Per i termini istituzionali la marcatura ha previsto, oltre all’elemento <w> con l’attributo @lemma, l’uso dell’elemento <rs> con gli attributi @type con valore ‘institution’, @subtype, @role, @key e @ref; nei casi in cui il termine è accompagnato dal nome dell’individuo, quest’ultimo è stato marcato come dato prosopografico con l’elemento <persName> corredato dagli attributi @type, @key e, ove necessario, @ref, mentre come dato onomastico con l’elemento <name> avente l’attributo @nymRef. Nell’indice relativo ai termini istituzionali, dunque, per ciascuna delle occorrenze sono stati inclusi la forma base del termine in traslitterazione e in greco, l’eventuale elemento prosopografico connesso, la tipologia a cui è ascrivibile l’elemento istituzionale, il ruolo da questo svolto o l’ambito in cui questo è coinvolto nella specifica occorrenza considerata, la sua località ed epoca di pertinenza e la relativa fonte epigrafica di attestazione (tali dati sono ricavati dai valori degli attributi @key di <rs>, @lemma di <w>, @key di <persName>, @subtype, @role e @ref di <rs> e @period di <origDate>, presente quest’ultimo fra i metadati del <teiHeader> dell’iscrizione). Analogamente, la marcatura EpiDoc ha agevolato la realizzazione di un registro prosopografico degli individui attestati in connessione con cariche pubbliche, per ciascuno dei quali sono indicate nel relativo indice la formula onomastica, la macrotipologia di ruolo svolto, la località di pertinenza e le iscrizioni di attestazione (i primi due dati sono ottenuti dai valori degli attributi @key e @type di <persName>; la località di pertinenza, invece, è desunta dal valore dell’attributo @ref dell’eventuale etnico presente all’interno della formula onomastica e marcato come <placeName> con attributo @type avente valore ‘ethnic’, altrimenti dal valore dell’attributo @ref dell’elemento <rs> a cui l’individuo è connesso; nel caso in cui l’individuo non sia menzionato contiguamente al proprio etnico o alla propria carica, invece, la località di pertinenza è ricavata dal valore dell’attributo @ref specificato per l’elemento <persName>).
Oltre che per la realizzazione di indici, la marcatura EpiDoc dei testi si è resa fondamentale anche per le ricche possibilità di interrogazione del database da questa consentite. L’inserimento di tag (marcatori) contenenti sia le forme base in lingua greca dei termini – con conservazione delle varianti dialettali epicorie – sia le relative forme standardizzate in traslitterazione, infatti, consente ricerche lessicali altrimenti impensabili su un materiale epigrafico quale è quello cretese, disseminato di varianti grafiche e di lacune, comportanti queste ultime una presenza pervasiva dei segni diacritici nelle edizioni delle iscrizioni che rende particolarmente ostica l’individuazione di termini mediante la ricerca per stringhe di testo. La marcatura EpiDoc, infatti, permette di ovviare a tali problematiche consentendo la possibilità di effettuare ricerche testuali che tengano conto del testo indicizzato (sulla marcatura orientata all’indicizzazione cf. la sezione Vocabularies and indexing terms. Indexing terms in the text nelle EpiDoc Guidelines).
Grazie alla marcatura EpiDoc dei testi e dei metadati delle iscrizioni, inoltre, è possibile ricorrere all’applicazione di filtri che consentono la selezione delle iscrizioni in base al riferimento bibliografico delle principali edizioni, all’epoca o data specifica di realizzazione, alla località o area di provenienza, alla collocazione attuale, alla tipologia documentaria e al supporto, oltre che ai termini istituzionali e ai toponimi o etnici in esse menzionati. I filtri, combinabili fra loro, nello specifico si rivelano particolarmente utili nel caso di ricerche relative ai termini istituzionali e alle realtà politiche ad essi sottese, in quanto consentono anche un’interrogazione del database per associazione. Grazie alla ricerca incrociata su più filtri, per fare un unico esempio fra i molti possibili, è possibile constatare, attraverso una interrogazione non complessa, come la compresenza di polis e cosmi sia particolarmente diffusa a Creta (118 iscrizioni), mentre quella di demos e boule vi sia ben attestata ma in misura nettamente minore (16 iscrizioni); mediante l’applicazione dei filtri per epoca e provenienza, inoltre, è possibile appurare in modo pressoché immediato che la totalità delle occorrenze congiunte di demos e boule risale all’epoca ellenistica e che la maggioranza di tali attestazioni proviene dalla stessa città, Aptera (9 iscrizioni).
Una visualizzazione immediata degli elementi marcati in EpiDoc, inoltre, è rapidamente ottenibile importando il set dei dati ottenuti sulla piattaforma Palladio (Palladio. Visualize complex historical data with ease), che consente innumerevoli possibilità di analisi che spaziano dalla raffigurazione geografica su mappa a quella relativa all’evoluzione cronologica mediante linea temporale, fino alla creazione di reti relazionali fra gli elementi esaminati.
Sul piano metodologico, infine, il presente lavoro è caratterizzato da un fondante approccio geografico, insito non soltanto nell’impianto secondo cui è strutturato l’esame degli assetti istituzionali delle realtà politiche cretesi nella relativa sezione (Le realtà politiche), ma ravvisabile anche nella sistematica associazione, a livello di marcatura EpiDoc, delle occorrenze di elementi istituzionali alle corrispondenti realtà politiche di pertinenza, in numerose circostanze non coincidenti con quelle di provenienza delle iscrizioni di attestazione (tale associazione è ottenuta mediante l’aggiunta all’interno del tag <rs>, impiegato per la marcatura degli elementi istituzionali, di un attributo @ref i cui valori, connessi alla Authority List delle località, indicano appunto la realtà politica di pertinenza dell’<rs>; sull’utilità del ricorso alle Authority Lists cf. la sezione Vocabularies and indexing terms. Authorities and taxonomies nelle EpiDoc Guidelines). Tale impostazione metodologica, in particolare, ha inteso mettere in parte in discussione la validità della longeva tendenza negli studi ad assecondare le generalizzanti asserzioni di origine storiografica relative all’esistenza di un’unica Kretike politeia. L’accento sull’elemento geografico, pertanto, ha mirato – pur nella consapevolezza della presenza di numerosi aspetti condivisi – alla valorizzazione degli elementi di originalità presenti nelle singole realtà politiche o aree dell’isola.
L’auspicio, in conclusione, è che il lavoro, nella sua componente tradizionale e ancor più in quella digitale – che è stata concepita e costruita, grazie alla duttilità di EpiDoc, su fondamenti teorici ed epistemologici funzionali alla ricerca storica e istituzionale –, possa costituire nei suoi risultati raggiunti un punto di partenza completo e aggiornato per ricerche future. Per l’eccezionale ricchezza e varietà che connota il panorama istituzionale cretese nelle sue molteplici articolazioni, infatti, il presente studio potrà configurarsi come uno strumento potenzialmente utile per l’indagine storica istituzionale fondata su paralleli e contesti di confronto nel più ampio orizzonte del mondo greco, oltrepassando i confini dell’isola.